Perché gli “spirituali” non realizzano
gli obiettivi?
Postato
il 29 agosto 2006
Questo
insegnamento è il risultato di una serie di estratti di alcuni
documenti che risultano essere parte integrante degli insegnamenti
della Scuola Progetto per l’Immortalità – Scuola di Illuminazione ®
Il bene ed il male sono due polarità di questo tipo
di universo duale ed appartengono entrambe alle cosidette tenebre. La
luce divina, che è opposta alle tenebre, non è il bene come lo si
intende in quanto emozione umana. Il bene umano ha bisogno del male per
nutrire se stesso e viceversa per il male.
Per questo
motivo ci sono tre tipi di persone: persone per bene, persone per male
e persone ...comuni!
La luce divina, in un universo duale, si camuffa
come bene. D'altronde, se non si camuffasse, il gioco della vita non
sarebbe tanto allettante: dovevamo metterci una variabile molto ...
intrigante!
Persone comuni: ma che belle parole.
Tra le persone comuni ho trovato persone comuni, persone naturalmente
dolci e gentili che esprimono il proprio essere, l’essere Dio. Cosa
strana, molte di queste persone non frequentano scuole spirituali.
Ci sono anche persone per male, visto che spesso si
parla di persone per bene. Anche loro sono esprimono il loro essere, ma
in questo caso aberrato. Ma amo molto anche queste persone. Esse sono
ciò che sentono di essere. Anche loro non frequentano scuole spirituali.
Prima di essere ciò che è
definito “dio”, si deve essere ciò che si sente di essere. Le persone
non sono libere e sono così come sono, poiché non si dà loro la
possibilità di essere come vorrebbero essere, altrimenti non le amiamo
più.
Poi ci sono (molte) delle
persone “spirituali”: almeno si definiscono così. Queste sono le persone per bene.
L'opposto della luce
divina sono le tenebre e le tenebre, nei vari simbolismi, rappresentano
il nostro mondo duale. La dualità si divide in luce e buio e ciò è
meglio conosciuto come bene e male. L’essere una persona per bene o una
persona per male, significa che in entrambi i casi si è bloccati o
polarizzati nel duale. L’essere nella luce divina significa essere
indefiniti.
Non ci si può svegliare,
un bel mattino e decidere che da oggi sarò buono, poiché così sarò
anche polarizzato. A tal proposito, a breve verrà pubblicato un
servizio dal titolo I danni dei buoni e dei
cattivi.
Gli spirituali, i buoni,
spesso si lamentano ed in alcuni momenti piangono addirittura puntando
il dito verso coloro che sono persone per male e dicono: perché a loro
va sempre tutto bene? Perché loro raggiungono gli obiettivi?
La risposta è perché loro sono persone oneste
“dentro”! Essi hanno deciso di dedicare la loro vita al male ed hanno
quell’unico obiettivo. Sul fatto che a loro vada sempre tutto bene, lì
ho i miei dubbi. Prima o poi la vita presenterà il conto. Lo sappiamo,
i conti tornano sempre, così come i nodi vengono sempre al pettine e
così come la verità viene sempre a galla.
Ma qui non stiamo parlando di come
la vita perseguirà queste persone, bensì stiamo discutendo sul perché
gli spirituali non raggiungono gli obiettivi.
"Non si può essere servi
di due padroni, di dio e dell’umanità!” venne detto, saggiamente,
duemila anni fa.
La
mente funziona su un’immagine alla volta. Mettere la propria
attenzione, la propria
potenza, che è il modo
in cui le cose si realizzano, su obiettivi una volta “umani” e poi una
volta “divini”, alternativamente, non fa altro che far avanzare verso l’obiettivo
divino, verso “la realizzazione del proprio essere” e poi ritornare indietro in direzione della
propria “umanità”: si va avanti ed indietro. Un’intenzione (umana)
contro un’intenzione divina (del proprio essere) crea uno STALLO.
Infatti la sensazione che le persone spesso vivono è di essere fermi in
un problema, poiché un aspetto del problema è proprio l’atemporalità,
la sensazione di non muoversi. Ci si sente in gabbia, come in un
labirinto.
Vorrei che coloro che
frequentano queste scuole sappiano che le persone comuni senza alcun
aiuto avanzano facendo la volontà di Dio. Contemporaneamente a loro,
anche i malvagi avanzano, poiché sono ciò che sentono di essere.
Nel cervello duale,
quello degli emisferi che è la sede della personalità, si elaborano i confronti circa i modi di essere.
Si può essere Dio quando il voler essere Dio non sarà più la cosa più
importante della propria vita. Fin quando sarà la cosa più importante allora vuol
dire che essa sarà una scelta duale del cervello duale poiché la
confronterete e le darete importanza in relazione a persone, tempi,
eventi, situazioni e cose e questo porterà stress nel vostro corpo.
Ci si sentirà stressati
poiché ci si sente in dovere di mostrarsi perfetti e di non fare errori.
Questo è ciò che
intendeva Gesù quando disse di ricercare unicamente prima il Regno (il
controllo sui vostri pensieri che avviene quando sapete usare il lobo
frontale, il trono del Re del Regno dei cieli - in definitiva essere -)
e la sua giustizia e tutto il resto viene dato in sovrappiù.
Si deve solo essere, poiché se si dà
importanza al fatto di voler essere
Dio
in quanto cosa più importante vi assicuro che non solo non ci
riuscirete ma sarete ancora più in trappola del vostro cervello duale.
Essere non deve essere la cosa
più importante: deve essere l’unica cosa; è solo per questo
motivo che è “importante”, poiché è l’unica cosa.
Coloro che credono di
"sapere" poiché frequentano scuole spirituali, sanno, in realtà, meno
delle persone comuni poiché non sperimentano se stesse, nel bene e nel
male e quindi non escono dalle tenebre.
Le persone comuni non si
atteggiano nei confronti degli altri, poiché esse semplicemente SONO;
non hanno bisogno di cultura poiché loro vogliono ESSERE. Non usano
quei metodi che si apprendono nelle scuole spirituali per poi potere
avere, in maniera subdola, potere sulle persone: le persone comuni non
hanno bisogno di imporre ancor più subdolamente il potere sugli altri;
esse SONO e regolano e controllano la situazione secondo il meglio che
li circonda. Esse SONO e per questo amano.
Coloro che usano le
proprie abilità per fini personali ed egoistici, dico che non ci sarà
alcuna speranza che nel momento del bisogno la pace possa giungere per
arrecare loro conforto.
Spesso, nelle loro
fantasie, gli spirituali chiedono di incontrare un Grande Essere; ma
credete davvero che tali Grandi Esseri si fermerebbero a parlare con
loro? Per quale assurdo motivo dovrebbero stare con loro? Di che aiuto
gli sarebbero? Pensano forse di raccontargli barzellette per farli
divertire?
Loro vorrebbero dare
conoscenza per divenire interiormente ricchi, di valore, ma gli
spirituali vorrebbero che si insegnasse loro il metodo per fare soldi o
si aspetterebbero stare a cena con loro solo per poter dire di essere
stato insieme ad un illuminato. Ma essi non li filerebbero poiché sono
poveri dentro.
Gli spirituali non sono come le persone
comuni. L’essere buono significa polarizzarsi e per polarizzarmi devo,
innanzitutto, aver scelto di non aver deciso di essere.
In principio e per sempre
è la decisione e la decisione è essere! Siamo condannati ad essere
felici; tanto vale iniziare da subito.
Per essere felici il
proprio “essere” deve divenire l’unica cosa e si devono lasciare da
parte tutti gli obiettivi umani, altrimenti ci si sente
come una carrozza ferroviaria che è tirata da due locomotori opposti
contemporaneamente.
Immaginate questi due
locomotori se tirassero, contemporaneamente ed in modo opposto, lo
stesso vagone!?
Sarebbe un disastro; le
nostre vite sono così poiché non abbiamo dedicato il nostro essere
all’unica direzione importante!!!
È per questo che gli
spirituali non realizzano gli obiettivi, poiché sono servi di due
padroni.
NON
C’ È LA DECISIONE!!!!
Specialmente nel Regno di
Dio, una donna è incinta o non è incinta; non è incinta per metà. Per
entrare quindi in questo Regno si devono abbandonare davvero e per
sempre tutti gli aspetti della personalità che viene retta,
principalmente, dalla consapevolezza sociale, il più grande
incatenamento di tutti i tempi.
Non è SOLO frequentando
le scuole spirituali che si diviene eletti: lo si diviene decidendo e
facendo la volontà del proprio “essere” nella vita di tutti i giorni.
Questo e solo questo significa essere.
Non si può fare lo spirituale; lo si
può solo essere spirituale.
Arcangelo Miranda
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