Gli
angeli non esistono
postato
il 7 gennaio 2007
Gli angeli non esistono. O almeno non sono
assolutamente ciò che si pensa
che siano. Tutto ciò che è relativo agli angeli è partito da una
rappresentazione dei livelli di consapevolezza per mezzo di una
simbologia angelica oggi sostituita dai sette cieli o i sette raggi, ad
esempio.
Gli
angeli sono solo rappresentazioni simboliche e la cosa di cui essere
certi è che non sono ciò che si crede che siano!
Anche una nota trasmissione televisiva di qualche
tempo fa presentava molte testimonianze dell’esistenza di angeli.
Ma è meglio
iniziare dall’inizio.

Angeli, arcangeli, serafini, cherubini, demoni, fanno parte di un
simbolismo equivalente a quello che Ramtha usa come i 7 cieli o a
quello esoterico dei sette raggi.
In definitiva sono
solo livelli di coscienza.
Il libro di Enoch è un testo aprocrifo o
pseudoapocrifo della Bibbia in quanto fu
riconosciuto come non canonico dalla Chiesa cattolica e come tale non
inserito nella bibbia che conosciamo. Il libro di Enoch viene citato da
molti autori classici e paleocristiani, perlomeno fino all’undicesimo
secolo. Poi scompare, fino a che venne citato da Pico della Mirandola
che nei suoi studi di diritto canonico ne aveva consultato una versione
greca a Bologna.
In questo libro, ad esempio, nella frase “Dio ama il Suo popolo
Israele” la parola Israele
viene usata per indicare una
collettività per mezzo della quale il
Piano Divino si realizza attraverso tutti coloro che sono continuamente
collegati in coscienza con la Presenza Divina, diventandone un veicolo.
Questa parola non denota alcuna particolare etnia o particolare gruppo
socio-politico (sia futuro, che presente o passato). “Israele”
rappresenta CHIUNQUE lotta con Dio fino alla vittoria o fino a quando
non avrà ottenuto la capacità di essere benedetto dal Divino. Qui non
si dà rilievo ad alcuna razza, né ad alcun gruppo etnico o religioso in
particolare. Il termine “Israele” va inteso come un’esperienza
pluralistica, come viene rivelato nei simboli religiosi presenti
ovunque nelle illustrazioni del testo. Erroneamente l'etnia ebraica,
ancor oggi, si ritiene il popolo eletto.
Quando il Cherubino Uriel venne messo a guardia del Paradiso di Eden,
probabilmente ci si riferisce al VELO che occlude la vista dei mortali
quando un Essere si cala nell’universo materiale e perde coscienza del
proprio Sé superiore (si sentivano nudi) fino a sentirsi di essere non
più spirito, ma corpo di carne (Genesi 3:7).

Non dimentichiamo che i "Cieli" sono qualcosa di
relativamente nuovo rispetto alla Genesi ed al vecchio Testamento. Gesù
comincia a parlare dei Cieli con la preghiera del Padre Nostro: ...che
sei nei Cieli...
Sì, nei 7 Cieli! Fino al Nuovo Testamento era in voga una vecchia
simbologia e se vogliamo rimanere agganciata ad essa, faremo solo
confusione.
A
proposito di questo velo, anche Saint Germain
cita nella sua La
Trés
Saint Trinosophie di questo muro di Berlino
che vela la vista dei mortali, senza parlare di angeli, cherubini o
simili:
Le
porte dell’immortalità mi furono aperte,
la nube che vela gli occhi dei mortali si dileguò, IO
VIDI
e gli spiriti che presiedono agli elementi mi
riconobbero come loro signore.
Il
livello degli spiriti elementali è estremamente alto e si riferisce al
sesto livello di consapevolezza.
Nell’altro
mio servizio Viaggi
Astrali si comprende abbastanza bene il ruolo che la
coscienza, ciò in cui l’Essere crede, ha nel far apparire le cose e di
creare una realtà. Inoltre in Come
creare la propria realtà anche A. M. King è estremamente
chiaro su ciò.
Ritornando alla trasmissione televisiva, ebbene
ricordo di una tipa che si era trovata appesa ad una pianta sopra un
burrone poiché cadutaci dentro a seguito dello sbandamento dell'auto
(come nelle scene da cartone animato); le fu sufficiente chiedere e
“credere” di essere aiutata dagli angeli che ecco, si sentì sollevata e
portata in salvo.
Lo stesso Padre Pio, nella sua credenza
dell’esistenza del diavolo e con la sua incontrollata potenza, si
faceva crescere le stimmate oppure credeva di lottare con il diavolo
stesso.
Molto più preciso è Ramtha nel suo libro base Dio
in te – la divinità dimenticata; in questo meraviglioso testo
c’è un capitolo (il IX nell'edizione agosto 2005) il cui titolo è Superiori
agli angeli.
Qui il Ram dice che gli Esseri che ancora non sono entrati nel ciclo
umano sono angeli; quindi parla di individui che NON hanno esperienza
di questa esistenza e come tali non possono aiutarci. Essi non possono
incarnarsi e darci una mano poiché non conoscono le leggi di questo
universo in quanto non sono mai stati qui con un corpo.
Nel film Il
cielo sopra Berlino
(regia di Wim Wenders – 1987) si racconta la storia di due angeli che
si trovano a Berlino, Damiel e Cassiel, i quali prendono nota di ciò che fanno e di ciò che pensano gli esseri
umani. Gli angeli possono vedere gli uomini e leggere nei loro pensieri
senza essere visti, poiché sono esclusivamente spirituali, ma possono
essere riconosciuti dai bambini che sono gli unici ad accorgersi della
loro presenza: gli angeli che si trovano sulla Terra possono percepire
solo le cose astratte. Così, ad esempio, essi non percepiscono i
colori, non possono nemmeno immaginarseli, né tantomeno possono sentire
gli odori o i sapori. Le parole di Wenders ci vengono in aiuto ed
esplicitano il carattere degli angeli: "Gli angeli
intuiscono ciò che gli uomini chiamano i 'sentimenti', ma a rigore non
possono viverli. Sono profondamente
'amorevoli' i nostri angeli, sono buoni e non è dato loro modo di
essere altrimenti, perché non possono neanche concepire l'alterità: la
paura, ad esempio, o la gelosia, l'invidia, né l'odio. Conoscono i modi
con cui vengono espressi, ma non i sentimenti stessi."
Damiel e Cassiel si
mescolano ai pensieri e alle esistenze degli abitanti di Berlino
riempiono di annotazioni i loro taccuini e si scambiano le informazioni
che hanno trascritto sugli esseri umani. Accanto alle impressioni del
presente essi si scambiano anche i propri ricordi di un passato ormai
lontano che essi hanno "vissuto" nella loro spiritualità eterna.
Periodicamente si ritrovano con altri angeli che subiscono la loro
stessa condizione spirituale nella Biblioteca di Stato, dove si reca
anche il vecchio Omero, che impersona una sorta di memoria storica
della città, un uomo che è il portavoce dell'innocenza del mito ed è
fautore di un ritorno dell'umanità ai valori puri espressi un tempo
dalla poesia epica. Damiel, nel corso dei suoi vagabondaggi, si
innamora di una trapezista di un circo che sta per chiudere i battenti
perché in difficoltà finanziarie. Incoraggiato anche da Peter Falk, il
celebre attore americano che si trova a Berlino per girare un film
ambientato durante la guerra e che poi si rivelerà essere egli stesso
un ex-angelo, Damiel decide di diventare uomo. Damiel si
mette così alla ricerca della donna di cui si è innamorato, Marion, che
adesso è disoccupata e che, non sapendo cosa fare, va ad un concerto
rock. I due si ritrovano e riescono a coronare il loro sogno d'amore,
mentre l'altro angelo Cassiel assiste alla nuova condizione dell'amico
con un pizzico di malinconia Per
fare ciò deve tuttavia
rinunciare alla sua immortalità spirituale per
non aver avuto egli stesso il coraggio di compiere il grande "passo"
(*).
Gli angeli non possono interagire con il nostro
mondo; se lo facessero perderebbero la loro condizione per assumere
quella umana. Siamo noi, che al pari dell'andare a Lourdes, creiamo
miracoli, ma è la nostra indegnità a non farci sentire il merito.
Quando nel nuovo testamento si dice che due angeli
avvertirono la Madonna che Gesù era risorto, era l'unica cosa che
quelle persone, al momento potevano comprendere; questo è il testo di
Matteo 28:5 Ma l'angelo
prese a dire alle donne: «Non temete voi; perchè io so che cercate
Gesù, che è stato crocifisso.
Normalmente una persona
splendida e che viene in aiuto in modo straordinario viene definita
angelo nella cultura popolare; addirittura quando non mi vogliono
sminuire insistono nel dirmi che sono un arcangelo di nome e di
fatto...; è una battuta, ma accade realmente.
Noi
creiamo la nostra realtà con il nostro pensiero, ma
purtroppo riusciamo meglio se siamo in balia di emozioni di basso
livello. A tal proposito, per concludere, vorrei porre questa domanda:
credete che una madre, se vedesse il proprio figlioletto sotto un'auto,
non riuscirebbe ad alzarla vedendo nella sua mente la scena dell'auto
sollevata? Dopo la guerra fu trovato un sommergibile sulla cui torretta
interna furono identificati graffi di unghia di quei soldati che
volevano uscire per salvarsi; con le proprie unghie avevano rigato
l'acciaio... poiché volevano vivere, si vedevano fuori.
Siamo noi a creare miracoli; non abbiamo bisogno di angeli &
company.
©
copyright 2006 Arcangelo Miranda – è consentita la pubblicazione con
l’obbligo di inserire anche un link attivo
(*) la recensione è tratta
da: http://www.italway.it/spettacolo/wenders/19).html