Il vero significato del servizio
Postato il 1 agosto 2006
Il concetto di "Servizio" viene generalmente compreso dalle persone in maniera erronea.

Normalmente il Servizio è compreso non per una attività propria dell'anima, bensì come atto al quale ci si accosta per ottenere una momentanea soddisfazione emozionale. In realtà, è spesso una risposta emozionale ad uno stimolo dell'ambiente. In queste condizioni l'individuo non sperimenta una originazione auto-determinata del Servizio, bensì "scatta" in lui la necessità di fare qualcosa per gli altri quando ci sono condizioni ambientali che lo inducono, in modo compulsivo, a compiere un atto di servizio. Che servizio non è...

Queste condizioni di stimoli esterni si possono ricondurre a persone, tempi, eventi, luoghi e cose.
Mettiamo questo esempio: un individuo sperimenta un senso di colpa dovuto al fatto che il papà è morto ed egli, quella volta, non volle essergli vicino e disponibile. Ora non ha più il padre, ma a casa sua c'è un'immagine di lui. Questa immagine può essere lo stimolo che lo indurrà, visto il senso di colpa alla base, a fare qualcosa per gli altri per sopperire a quella mancanza che si porta dentro.

E' una sostituzione, un facsimile, non è l'episodio originale. Sapete quale sarà il risultato? Che le cose che lui farà non potranno mai soddisfarlo del senso di colpa originale, per cui egli cercherà continuamente una assoluzione da un riferimento sbagliato. Chiaramente questo è solo una delle possibili cause che daranno poi in seguito una attivazione di un meccanismo stimolo-risposta.

In una condizione stimolo-risposta l'aiuto che si dispensa non sarà mai collegato allo spirito non essendoci le condizioni di auto-determinazione, cioé di "generato dal proprio spirito per la propria anima". Ed è così che il mondo si riempie di Don Chisciotte che combattono contro i mulini a vento tentando di salvare il mondo.

don chisciotte
Don Chisciotte e Sancho Panza

Parliamo di automatismi; per quanto siano gestione dei livelli inferiori di coscienza, non si vuole condannarli o condannarne le persone che ne sono preda; tutt'altro. Ma l'intenzione che questo sito porta avanti è quello di una presa di coscienza. Se mi viene da comunicare qualcosa a qualcuno, la mia coscienza urlerebbe in malo modo se io scendessi a compromessi con la mia realtà, per cui, se affronto un argomento, sono abituato ad andarci fino in fondo e senza peli sulla lingua.

In quest'ottica posso dichiarare di decine di persone che ho conosciuto e che, in un modo o nell'altro, per anni hanno prodotto un servizio non auto-determinato.

Una persona che compie un servizio autodeterminato è una persona serena e soddisfatta, non è isterica e non si emoziona innanzi alle avversità degli altri; bensì le comprende, ne ha compassione ed agisce senza sentire colpa. Se guardando un filmato che contiene scene tragiche come quelle degli abitanti dell'Africa non vi sentite degni di possedere ciò che avete, allora potete essere certi che il vostro servizio, se lo intraprendereste, sarebbe un servizio non auto-determinato.

Il Servizio, per essere realmente tale, deve seguire l'identificazione con gli altri (compassione) e stabilire un contatto amorevole partendo nei confronti di un individuo fino ad espandersi con il Tutto. Stiamo parlando dell'unione con il Tutto e quindi di responsabilità (nel senso di cura) verso qualsiasi aspetto dell'esistenza. Comprende anche il fatto di andare a pulire un bosco (senza pubblicizzarlo per ottenere riconoscimento) perché "parte di sé".

Passiamo ora ad un aspetto del Servizio nel campo spirituale: non è quasi mai servizio quello di istruire gli altri; sto parlando a coloro che fanno i maestri nei centri spirituali, che lo fanno per lavoro. Se il servizio è un impulso spirituale, credo che questo sia qualcosa che era presente solo in Gesù, in Madre Teresa e in pochi altri.

Invece oggi tutti sono maestri.

Cosa voglio dire? Che il fatto di insegnare agli altri è una cosa che certamente non è presente nell'anima di tutti i maestri che ci sono in giro, ma che questi hanno costruito una posizione per esercitare potere sugli altri al fine di ottenere un compenso emozionale. Il vero Servizio è quello che si compie vivendo in mezzo alla gente e rimanendo se stessi.

La forma mentis dell'umanità è quella del potere ed il più grande potere è sempre stato quello della conoscenza che non ti dò, l'essere misteriosi. E' con il mistero che si intrappolano gli Esseri. La conoscenza non la si può avere; la conoscenza non è dati o cultura, è certezza, cioé è essere quella cosa.

La conoscenza non è qualcosa che ricade nel campo dell'avere, bensì nel campo dell'essere. Infatti questi maestri non hanno conoscenza, poiché se la avessero la sarebbero e nessun Essere di conoscenza userebbe il potere verso gli altri non dispensandola. Quindi questi Esseri non hanno conoscenza ed intrappolano altri promettendo cose che non potranno mai dare poiché, a priori, non lo sono loro.

Mi è triste vedere questi maestri che spremono per anni i loro allievi promettendo volta per volta conoscenze successive e di grado avanzato. Spremerli non necessariamente per un vantaggio economico, bensì per un rientro emozionale: si chiama "gusto del potere". Nel suo simbolismo, il personaggio di Gesù rappresentò di mantenere l'istruzione solo per tre anni e mezzo. Chi vuole tenervi a tempo indeterminato probabilmente vi sta fregando. Diffidate.

Chi dona con l'anima svolge il vero Servizio e dà ad esso un valore esoterico di liberazione degli ostacoli che la vita accumula da incarnazione a incarnazione.

Ma è a causa di questi meccanismi stimolo-risposta che il filosofo Nietzsche disse:

Viviamo nella presunzione di “pensare”
mentre è possibile che noi
“veniamo pensati”

Sì, veniamo pensati dal nostro corpo e quindi le nostre scelte non sono auto-determinate.


Arcangelo Miranda