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io
postato il 10 novembre 2007
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revisione 21 luglio 2008
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revisione 11 agosto 2008
Cos'è IO?
Cosa si nasconde dietro la natura delle cose?
Per capire cos'è IO bisogna cominciare a vedere
cosa non è IO.
Leggiamo prima questa famosa citazione di Alan Wilson Watts (1915
-1973):
Non cercate di liberarvi
dalla sensazione dell'io: consideratela, finché dura, un aspetto o un
gioco dell'intero processo, come una nuvola o un'onda, il sentir caldo
o [...] freddo e come qualsiasi cosa che accade da sola.
Il cercare di liberarvene
finirebbe col [...] rafforzare la realtà di quella sensazione.
Liberarsi dal proprio io
è l'ultima possibilità che rimane all'invincibile egoismo.
Quando la sensazione di
essere separati è vissuta come tutte le altre, svanisce dimostrandosi
il miraggio che è in realtà.
Quando gli "esercizi
spirituali" sono praticati con lo scopo di raggiungere [...] il
risveglio spirituale, rafforzano l'illusione che l'io possa essere
strappato e gettato da qualche parte.
Ora voglio spiegare
meglio questa cosa e comincio col dire cosa NON è "io".
Io non è la tua mente o il
tuo corpo o la tua anima.
Io non è ciò che sei stato
o ciò che speri di essere. Io non è saggezza, potenza,
amore, odio, gentilezza o rancore, pur essendo la fonte di tutte le
cose.
Ma poiché è impossibile giungere ad una causa senza individuare un
effetto, è possibile avvicinarsi ad essa per mezzo della contemplazione
di quelle caratteristiche del mondo fenomenico che sono proprio
SAGGEZZA-POTENZA-AMORE.
Il nirvana, spesso erroneamente identificato come uno stato di
inattività creativa dell'essere, è in realtà uno stato di inattività
della mente rispetto a pensieri non autodeterminati, ma non è affatto
una inattività nel creare: è una inattività degli automatismi della
mente e dai filtri di false credenze. Si è liberi dal creare senza
essere soggetti ad aberrazioni ed emozioni, per cui si riacquista la
totale abilità di "essere" senza idee basate su
credenze e pensieri non autodeterminati (pensieri non autodeterminati =
un falso modo di essere).
IO non è qualcosa di
definibile oltre questa parola che ognuno può provare dentro di sé e
che non si può spiegare: TU. IO è definibile solo
per assenza di definizioni: quando hai tolto tutto ciò che puoi
definire viene a galla la verità. Qualsiasi definizione avviene nella
mente, ma l'IO, il grande essere, è fuori dalla mente e come tale non
può essere definito da parametri o parole "mentali". Eppure tu sei
quella cosa, poiché quella cosa, l'IO, è presente dappertutto. Quando
ci
svegliamo al mattino noi siamo IO, ma dopo un decimo di secondo la
mente
parte e comincia ad identificarsi e dice IO SONO; ancora dopo un altro
milionesimo di secondo ecco che il guaio è fatto: la frase diviene IO
SONO SEMPRONIO ed ecco che da ciò che in origine era vero, IO, diviene
una identificazione. Hai mai pensato di percepirti per solo ciò che
realmente sei, cioé IO? Sii calmo; E sappi: IO sono Dio. Questa è la
via impersonale per entrare nella coscienza cristica.
Quando sei in quello stato, ti senti distaccato da ciò che tu non sei,
dai tuoi fardelli, dai tuoi gravami, dal tuo passato, dal tuo futuro,
dalle tue speranze, dalle tue conquiste e da tutto ciò che ti definisce
e ti fa sentire di definirti in qualunque modo, anche buono o cattivo
che sia.
Io è IO SONO IO che è
essere coscientemente dio.
Nella mia Trilogia dell'Io Sono, nel primo capitolo dell'IO SONO di
Saint-Germain, si legge:
A te che
leggi, io parlo. ...
A te, senza guida, io
sono venuto... Sei pronto a ricevere il mio «cibo»? Se lo sei, calma la
tua mente umana e segui rigorosamente la mia parola.
IO!
Ma chi sono IO, che parlo con tanto potere e autorità?
Ascoltami: IO
SONO TE; quella parte di te che è e che sa tutte le
cose, che sempre le ha sapute e che sempre fu.
IO SONO TE, il
tuo Sé Divino; quella parte di te che dice IO
SONO ed è IO
SONO.
Io sono quella parte più alta di te stesso, che vibra dentro di te,
anche ora mentre leggi; che risponde a questa mia parola, che ne
percepisce la verità, che riconosce per sua natura tutta la verità e
scarta ogni errore, dovunque lo trovi.
Poiché io sono
il tuo vero Istruttore, il solo che tu conoscerai sempre, il
solo Maestro; IO, il tuo Sé Divino.
IO
non sono la tua mente umana, né il figlio suo, l'intelletto: essi sono
soltanto l'espressione del tuo essere, come tu sei l'espressione del
mio essere; essi sono soltanto fasi della tua personalità umana, come
tu sei una fase della mia divina impersonalità. Pesa e studia
attentamente queste parole. La tua mente, d'ora in avanti, deve essere
la tua serva e l'intelletto il tuo schiavo, se vuoi che la mia parola
penetri nella coscienza dell'anima tua. Ma sii preparato al fatto che
la tua “personalità” dubiterà di queste mie parole man mano che le
leggerai; poiché la sua vita è minacciata ed essa sa che non può vivere
e prosperare, né dominare più a lungo i tuoi sentimenti, il tuo andare
e venire, come prima, se tu accetti nel tuo cuore la mia parola e le
permetti di dimorarvi.
IO
sono sempre stato con te, ma tu non lo sapevi; ti ho espressamente
guidato attraverso il deserto dei libri e degli insegnamenti, delle
religioni e delle filosofie, tenendo sempre davanti agli occhi della
tua anima la visione della Terra Promessa; alimentandoti con la manna
del deserto, perché tu potessi ricordare e apprezzare il pane dello
Spirito e tendere ad Esso.
Ora è venuto
per te il tempo di conoscermi coscientemente;
è giunto il momento di attraversare il fiume e di passare nella Terra
di Canaan, nella terra del latte e del miele. Sei pronto? Allora segui
questa parola che è l'Arca del mio patto e passerai a piedi asciutti.
In quest'ottica deve essere letta la frase di Watts. L'io personale
deve via via essere soppiantato a favore dell'IO impersonale; è un
processo doloroso, ma ne vale la pena. Ma certamente, alla fine, non è
che non rimane più nulla di te, non scompare "io", tu non scompari per
sempre; chi ha visto il film Al di là dei sogni, ricorderà la frase che
diceva: "Per
il solo fatto che senti di esistere, esisti". E' proprio così;
cancella questa paura che ci hanno instillato.
Non può esistere la morte dell'EGO in quanto "sé" poiché ciò
significherebbe la scomparsa della sensazione di esistere; questo è un
concetto falso che provoca un'enorme confusione ad un essere che, in
quanto spirito, è immortale. La morte dell'ego in quanto "io mi sento
di esistere" è una contraddizione in termini e proprio su questo
paradosso si basa l'affannosa esistenza di un essere: tutti gli esseri,
per loro natura immortali in quanto spirito, combattono per
sopravvivere; questa è stata una regola per il creare il gioco della
vita, ma non è una caratteristica dell'essere quella di morire,
semplicemente ci è andato in accordo e crede di morire, per cui abbiamo
il mondo ed i comportamenti strani che vediamo sotto i nostri occhi.
False pubblicità sulla morte dell'io confondono l'essere. L'io diviene
IO, l'io diviene super-io, ma nessuno perde il sentire di esistere.
Inoltre, qualsiasi esercizio mirante ad uccidere l'ego, come dice
Watts, non può fare altro che rafforzarlo. Essere se stessi significa
diventare ad essere IO facendo automaticamente scomparire la coscienza
"io".
Se
fai credere ad un essere che dovrà morire, avrà anche difficoltà a
dover raggiungere il nirvana, visto che il nirvana viene spacciato come
inattività; bloccare uno spirito,
che è un creatore, nella sua creazione, significa ucciderlo: chi va in
pensione può capire bene cosa significa non aver più nulla di utile da
fare per sentirsi di esistere.
Rientrare
in possesso dell'uso del pensiero può portare alla morte dell'EGO
ALTERATO. Quando si parla di EGO questo termine si usa come gergo, ma
nel suo uso comune, quando si parla di EGO ci si riferisce all'ego
alterato, ma ho conosciuto molte persone che stanno cercando di
uccidere l'ego: follia pura...
Questa morte dell'ego alterato a favore dell'ego è il passo
determinante per il riconoscimento di Sé in quanto spirito, quindi
essere infinito; è l'inizio della ridefinizione del proprio Sé.
C'è
ancora da spiegare che si può morire non morendo?
Allora, a questo punto, cos'è IO? Semplicemente "è" e
quando per voi non sarà più definibile, ma solo percettibile, avrete
scoperto la vostra vera natura che è Vita Impersonale ed è
semplicemente IO SONO. Questo è ciò che
c'è dietro la natura delle cose.
L'IO
non è una cosa, è il creatore delle cose; esso è definibile solo per
mancanza di definizioni; potremmo dire, come dice la Bhagavad-gita
(II-23) che le armi non possono ferirlo, né il fuoco bruciarlo; l'acqua
non può bagnarlo, né il vento disseccarlo.
Vogliamo
fare esperienza dell'IO? In realtà esso è sempre stato dentro di te
poiché è TE. Al mattino, quando ti svegli, c'è un istante in cui sei
IO; poi, un istante dopo, aggiungi un SONO e poi il tuo nome ed ecco
che ti trovi ad essere ciò che pensi di essere che può essere
differente (e lo è sempre) differente da ciò che veramente sei.
Quell'IO
del mattino appena sveglio e che dura una minima frazione di secondo,
ecco quello sei tu.
Mettiti seduto, chiudi i tuoi occhi e fai un profondo respiro; poi
"dimentica" di essere un corpo e di possedere una mente; allontana il
fatto che tu sia uomo o donna. Non pensare al fatto che tu abbia un
passato o un futuro in cui fare qualcosa. Cancella dalla tua testa e
dalla tua memoria il fatto che tu abbia una casa, dei parenti, un ruolo
o qualsiasi altro ruolo: cosa rimane? TU!!! Quel "IO" è la coscienza
universale di tutte le cose ed essendo onnipotente ed onnipresente, può
assumere istantaneamente qualsiasi ruolo e se tu non ti rendi conto di quanto sei potente,
rimani IDENTIFICATO con la proiezione che hai creato: tu
sei esattamente ciò che pensi di essere.
Circa l'ultima frase della citazione di Watts, quella sugli esercizi
spirituali, non esistono esercizi per lo spirito: uno spirito deve già
vedersi arrivato e credere di dover migliorare è sinonimo di
miglioramento, per cui uno spirito che crede di dover migliorare sente
di essere ORA qualcosa di poco valore per dover DIVENIRE qualcosa di
maggior valore.
Krishnamurti diceva: "Finché
immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono
ora."
Ma la vita non è un divenire,
è essere e
uno spirito può recuperare la propria condizione originaria vedendosi
già arrivato; erroneamente si crede esista il divenire, ma in realtà
esiste solo l'essere.
E' per questo motivo che non esistono esercizi spirituali; non esistono
esercizi che possano lavorare sullo spirito (nulla lavora sullo spirito
se non il manifestare noi stessi nella vita) e se gli esercizi lavorano
sull'io personale, allora ogni cosa su cui ci mettiamo attenzione,
cresce sempre più ed in realtà la rafforziamo.
Le pratiche spirituali non sono mai servite a nulla, ma anzi sono stati
strumenti per intrappolare meglio l'essere da parte di furbi individui
di potere. Il fatto che la maggioranza di coloro che leggono questa mia
opinione non ci credano, non annulla il fatto che invece funzioni
proprio così.
La maggiore reazione a questa mia affermazione l'hanno sempre i
maestri, specie coloro che non sono in
malafede, ma che insegnano queste tecniche. A loro mi rivolgo poiché
hanno sensibilità e sono diversi dalle persone volutamente di potere,
ma non sanno che queste tecniche spirituali sono trappole ben
camuffate. Non sanno che sono trappole, ma a volte sentono che
"qualcosa" non va, non potendo immaginare a pensare che invece sono
totalmente fasulle. Se queste mie parole recano "offesa", ricordiamo
che cuore puro non può
subire offesa per cui troviamo soluzione all'uso di queste
tecniche.
ps: chiunque abbia già letto questo servizio ha affermato che non è di
facilissima comprensione, ma che leggendolo una seconda volta si
comincia a percepire il suo vero significato.
Arcangelo Miranda
© copyright 2007
Arcangelo Miranda – è consentita la pubblicazione con l’obbligo di
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